L’ESORDIO DELLO «SHOEFITI», NATO A MINNEAPOLIS
Il fenomeno Vecchie calzature colorate con i lacci annodati avvistate a Bologna e Caserta. Un’associazione le lancia al Sud: «Sono installazioni creative»
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A CASERTA E A BOLOGNA - E dopo un lungo viaggio su varie sponde del mondo globa lizzato è approdato in Italia, compa rendo a maggio a Caserta e ora a Bo logna, come riporta il Corriere di Bologna , in via Jacopo della Quer cia: un paio di All Star nere ciondo lanti fra i palazzi. È il mistero del l’estate, questo delle scarpe volan ti, specialmente per l’Italia, paese ancora non avvezzo al lancio nel l’etere, mentre in Nuova Zelanda è diventato addirittura un nuovo sport per amatori, con campionati, regole e sfida all’ultimo laccio a chi arriva più in alto e con più creativi tà. Un graffito nell’aria, un modo di esprimersi da parte degli adolescen ti più libero e più sicuro di quello di imbrattar muri nelle città. Lega to probabilmente a riti di passag gio, tanto che la sua origine ufficia le viene fatta risalire ai lanci cele bratori che segnavano la fine del servizio di leva.
LEGGENDE METROPOLITANE - Ma da subito co minciarono anche a nascere teorie e supposizioni più oscure sulla na tura di shoefiti: «La leggenda me tropolitana vuole che siano segnali per i trafficanti di droga» scriveva al sito già nel settembre 2005 una signora dal deserto di Flagstaff. E da lì fu un crescendo di sospetti (bullismo, avviso di perdita della verginità) e tesi complottarde (mi cro devianza urbana, linguaggio criptato di poteri paralleli). Aldilà di ogni dietrismo, a Caser ta sembra fenomeno spontaneo e indipendente: lo assicura l’architet to Vittoria Merola che una mattina ha notato quelle scarpe dalla fine stra dello studio in via Unità d’Ita lia. Poi, dopo il clamore mediatico, il Comune le fece sparire, ma pre sto sono ricomparse in punti diver si della città, anche ai semafori, opera — si è scoperto — di un gruppo di giovanissimi del labora torio sociale Millepiani: «Gli abbia mo chiesto se volevano collaborare con noi, fare qualcosa di più strutturato ma hanno risposto che prefe riscono restare indipendenti. Non credo siano un fenomeno allarman te » conclude Merola, ribadendo quello che aveva detto a maggio al Corriere del Mezzogiorno : «Mi pia ce pensarle come delle installazioni creative, oppure un gesto di 'viral marketing', utilizzate per pubbliciz zare, chissà, l’apertura di un nego zio o il lancio di un nuovo prodot to ». Di fronte a fenomeni espressivi di micro tribù urbane nel mondo globalizzato, è più facile porsi delle domande che trovare definitive ri sposte. Chissà che alla fine la spie gazione più accettabile non sia quella che a caldo si diede Kohler: «È il modo più creativo di mandare in soffitta delle scarpe vecchie a cui siamo affezionati». Ma, se volete provarci, attenti/e a non farsi pren dere la mano, nell’ansia della comu nicazione creativa. E se avete una scarpa firmata, da Prada a Jimmy Choo, pensateci bene prima di lan ciarla nell’etere.
Maria Luisa Agnese
22 agosto 2009


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