STUDIO INGLESE
Gli esperti la chiamano così per identificare quella generazione di ragazzi che va a vivere da sola e dopo qualche tempo ritorna con mamma e papà
![]() |
IL SONDAGGIO - L’inglese Saga Home Insurance, società specializzata in servizi finanziari per over 50, ha ascoltato le opinioni di 11809 cittadini britannici, rilevando che il 31 per cento dei genitori che avevano visto i propri figli abbandonare il nido hanno ben presto assistito a un precipitoso ritorno degli amati pargoli. Di questi il 10 per cento ha affermato di avere ridato luce alle vecchie camerette per sostenere economicamente i propri figli durante questi tempi duri. Il 17 per cento di coloro che sono ritornati a vivere con mamma e papà lo ha fatto a seguito di un divorzio o di una separazione. Un ampio 27 per cento dei genitori ha dichiarato di richiedere ai propri eredi di sostenere le spese di vitto e alloggio, ma un analogo 28 per cento non chiede una sterlina alla propria prole. Lo studio ha inoltre svelato che il 15 per cento dei baby-boomerang non ha la possibilità o la volontà di concorrere in alcun modo alle spese domestiche. Infine, a fronte del fatto che il 17 per cento dei genitori intervistati ha dichiarato di aver assistito al ritorno dei figli dopo più di un anno dalla data dell’ uscita di casa, un 78 per cento si è professato felice di questa ritrovata unità familiare.
CONCLUSIONI – Certo è rassicurante sapere di poter contare sull’appoggio economico ed emozionale dei propri genitori, specie quando le cose non vanno per il giusto verso nella vita. E poi esistono i costi reali, spesso proibitivi, del mettere su casa. Ci sono anche dati che provengono da altri studi che sottolineano come, per esempio, vi sia un 15 per cento di giovani adulti che continua a resistere nel vivere soli, ma poi trascorre le vacanze con la propria famiglia d’origine, che almeno nel periodo estivo si fa carico delle spese dei figli (senza contare quelli che vanno a mangiare dalla mamma e le portano il bucato da lavare). In tutti i casi si parla di un’adolescenza allungata a dismisura e protratta in quella che dovrebbe essere la vita adulta. Insomma, la solita vecchia sindrome di Peter Pan, condita dal desiderio di vivere senza che il tempo passi e che le responsabilità aumentino. A prescindere dall’attuale crisi.
Emanuela Di Pasqua
26 agosto 2009© RIPRODUZIONE RISERVATA


1 commenti:
Dopo molti dei commenti lasciati sul Corriere non serve scrivere altro. Come dice qualcuno "non facciamo del facile sociologismo". Forse è per questo che malgrado non sia stato dato lo stop agli interventi, non è più possibile scrivere altri commenti. Coda di paglia?
Non tutti però forse non si sono accorti dell'ultimo passaggio dell'articolo che dice "a prescindere dalla crisi". Ma quanto siamo ipocriti.
Molti hanno provocato una certa deplorevole situazione sociale, speculando e non essendo all'altezza fino in fondo, ma di questo non si deve tener conto?
Così sono bravi tutti.
mebratu@virgilio.it
Posta un commento